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Meningioma gigante al vertice.

Meningioma gigante al vertice.

Asportazione del meningioma.

Asportazione del meningioma.

Patologia cranio cerebrale

Vengono trattate le patologie del cervello con tecnica microchirurgica utilizzando il microscopio operatorio e il sistema di neuronavigazione.

  • Tumori benigni delle meningi (meningiomi).
  • Tumori benigni dei nervi cranici (neurinomi dell’acustico, del trigemino e degli ultimi nervi cranici).
  • Tumori maligni del cervello (gliomi, astrocitomi, e metastasi).

Idrcocefalia pediatrica e dell’adulto:

  • Esclusione di aneurismi intracranici.
  • Asportazione di angiomi intracranici.

Presso il nostro Ospedale Villa Maria Cecilia Hospital è operativa una sezione di terapia intensiva composta da 15 letti di rianimazione perfettamente attrezzati per l’assistenza post-operatoria dei pazienti sottoposti ad intervento all’encefalo. E’ operativa la Radiologia con apparecchi per Risonanza Magnetica di ultima generazione e TAC multistrato oltre alla diagnostica angiologia per l’esecuzione di angiografia spinale e intracranica.

Il meningioma

E’ un tumore prevalentemente di natura benigna che cresce dalle meningi che avvolgono il cervello e il midollo spinale comprimendo la struttura nervosa di queste strutture. L’asportazione è necessaria. Spesso l’aggressione di questa patologia, che porta a guarigione definitiva è agevole, ma a seconda della sede e dalle dimensioni l’intervento può presentarsi assai problematico e gravato da alto rischio.

Il glioma

Rappresenta il temibile tumore maligno del cervello e del midollo spinale; nasce direttamente dalle cellule della sostanza nervosa e con variabilità diversa presenta caratteristiche di malignità. Essi sono trattabili chirurgicamente e successivamente con terapie complementari (chemio e/o radioterapia).

Le metastasi di tumori dell’organismo (polmone, rene, intestino) frequentemente trovano nel cervello fertile luogo di crescita. Di fatto i sintomi e i danni che esse compiono nel cervello sono del tutto sovrapponibili a quelli del tumore primitivo cerebrale. Quando esse sono piccole e crescono nel cervello in numero superiore a uno vengono efficacemente trattate con radio-terapia o radio-chirurgia. Quando uniche e di dimensioni rilevanti possono essere asportate chirurgicamente.

Il neurinoma

Tumore di natura benigna che cresce dal rivestimento dei nervi cranici (e spinali) viene asportato a causa della crescita volumetrica che provoca la compressione delle strutture cerebrali già quando raggiunge 1.5 cm di diametro. Il più frequente e il più noto è il neurinoma del nervo acustico che si manifesta generalmente con la sordità di un orecchio. La sua asportazione consente la totale guarigione. Necessaria à la preservazione del nervo acustico e quindi dell’udito e del nervo faciale, suo vicino, necessario alla mimica facciale.

Aneurismi intracranici

L’aneurisma intracranico rappresenta una frequente causa di morte anche fra i giovani; si tratta di una malformazione/sfiancamento di una delle principali arterie cerebrali con conseguente emorragia cerebrale. La cura degli aneurismi consiste nella sua chiusura o mediante chirurgia diretta ponendo una clip sulla parte di arteria sfiancata e rotta oppure introducendo delle spire metalliche all’ interno della sacca dell’aneurisma attraverso il cateterismo dalla arteria femorale.

Idrocefalia

L’accumulo di liquido (liquor) che il nostro cervello produce in continuazione, causato da alterato assorbimento (prevalentemente nell’ anziano) o da ostruzione delle vie di deflusso provoca un aumento del volume delle camere ventricolari e conseguentemente della pressione nel cranio con conseguenti disturbi neurologici ingravescenti che portano il soggetto a morte se non opportunamente corretta.

A tale scopo viene posta una valvola di drenaggio che consente il passaggio e lo scarico del liquor dalla testa all’interno dell’addome o a seconda della tecnica all’interno dell’atrio destro del cuore. La disponibilità di valvole sempre più accurate nel loro funzionamento e la possibilità di regolarne la pressione di esercizio anche successivamente all’intervento ha consentito la cura sempre più efficace dell’idrocefalo.